Vuelta a España 2026, Edward Dunbar beffa Santiago Buitrago a Peñas Blancas! I big arrivano tutti assieme al traguardo ed Enric Mas resta in Maglia Rossa

Edward Dunbar torna a esultare conquistando la diciannovesima tappa della Vuelta a España 2026. Il 30enne, che non vinceva dalla penultima frazione dell’edizione 2024 del GT spagnolo, si è imposto nell’arrivo in salita di Peñas Blancas al termine di una fuga da lontano, coronando al meglio la gran prova di squadra della Pinarello Q36.5 Pro Cycling, capace di piazzare altri due corridori tra i primi cinque. Nuovamente beffato Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), che sembrava aver colto il momento giusto a due chilometri dalla conclusione ma si è un po’ piantato nel finale ed è stato ripreso e superato dall’irlandese a 500 metri dal traguardo, dovendosi così accontentare del secondo posto con un ritardo di 14″.

Il podio di giornata viene completato da Thomas Gloag (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), staccato di 23″, mentre ha chiuso quinto il compagno di squadra Marcel Camprubí, con Urko Berrade (Equipo Kern Pharma) a inserirsi tra i due in quarta posizione. Nulla di fatto, invece, tra i big, che concludono tutti assieme a 5’11” dopo qualche innocua scaramuccia nel finale. Enric Mas (Movistar) si conferma dunque in Maglia Rossa con 1’37” di vantaggio su Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe) e 3’01” su Felix Gall (Decathlon CMA CGM).

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Dopo una cronometro che molti hanno corso con il piede leggero, la prime delle due tappe di montagna conclusive parte subito a ritmo serrato. Il primo scatto arriva sin dal chilometro zero, ma chi pensava che potesse essere semplice portar via la fuga deve ricredersi. Da subito infatti il gruppo reagisce, scosso da accelerazioni continue che finiscono per annullarsi a vicenda, allungando un gruppo che si fa sempre più sfilacciato. Dopo 35 chilometri a corrente alternata è Jasha Sütterlin (Team Jayco AlUla) a portare fuori una fuga, seguito da Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Steven Kruijswijk (Visma | Lease a Bike). Falliti i tentativi di Fredrik Dversnes (Uno-X Mobility) e Bryan Coquard (Cofidis) di avvicinarsi, il gruppo concede 50 secondi ai tre battistrada prima che nascano nuove accelerazioni e il distacco torni a scendere. Dopo un breve inseguimento, Bastien Tronchon (Groupama-FDJ United), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Ivo Oliveira (UAE Team Emirates XRG), riescono a riportarsi sotto, mentre si perdono per strada Fabian Weiss (Tudor Pro Cycling Team) Lennard Kämna (Lidl-Trek), Mats Wenzel (Equipo Kern Pharma) e Fabio Van den Bossche (Soudal Quick-Step), staccati nel tentativo di rientrare.

Con l’approssimarsi delle prime salite, il gruppo resta molto vicino grazie anche al ritmo di EF Education – EasyPost e Netcompany Ineos, oltre che agli scatti dei molti corridori rimasti fuori. Con uno sforzo improvviso, Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates XRG) chiude da solo il gap dalla testa della corsa in poco tempo, ma quando si comincia a salire da dietro arrivano nuove accelerazioni secche, che coinvolgono anche Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) fra gli altri, ma unico inizialmente a fare la differenza è Edward Dunbar (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) che a sua volta si riporta davanti, da dove si sono staccati Sutterlin e Kruijswijk. Dopo di lui tocca a Darren van Bekkum (XDS Astana Team), Jose Luis Faura (Burgos Burpellet BH) e Filippo Zana (Soudal Quick-Step) riuscire a portarsi in testa, formando un gruppetto di nove uomini alle spalle dei quali si muovono Jørgen Nordhagen (Visma | Lease a Bike), Léo Bisiaux (Decathlon CMA CGM Team), Rudy Molard (Groupama-FDJ United) e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech).

Il gruppo è tuttavia ancora molto vicino e nascono nuove azioni, coinvolgendo anche Oscar Onley (Netcompany Ineos) e Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), che tuttavia non riescono a fare la differenza, vista la grande marcatura. Ad uscire sono invece Guillaume Martin (Groupama-FDJ United) e Sergio Samitier (Cofidis), sui quali in seguito rientrano Rudy Porter (Team Jayco AlUla), Valentin Madouas (Groupama-FDJ United), Jarno Widar (Lotto-Intermarché) Pau Miquel (Bahrain Victorious) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), che allo scollinamento del Puerto de Las Abejas non sono lontani dalla testa della corsa, mentre il gruppo giunge in vetta con 28 secondi di ritardo. L’intesa al comando tuttavia salta completamente e unico a riuscire a impedire il ritorno del gruppo è Dunbar, che inizia da solo il Puerto del Viento, dove Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike) e Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) provano a muoversi, ma senza fortuna.

Inizia così una serie di scatti a piccoli sciami che progressivamente vanno a formare un gruppo numeroso, comprendente molti corridori già mossisi in precedenza. Alle spalle di Dunbar si avvicinano dunque Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates XRG), Pablo Castrillo (Movistar Team), Marcel Camprubi e Thomas Gloag (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Santiago Buitrago e Pau Miquel (Bahrain Victorious), Guillaume Martin, Rudy Molard e Bastien Tronchon (Groupama-FDJ United), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Sergio Samitier (Cofidis), Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), Darren van Bekkum (XDS Astana Team), Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), Urko Berrade e Mats Wenzel (Equipo Kern Pharma), che riprendono l’irlandese nelle prime fasi della discesa.

Vedendo che il gruppo sta lasciando fare, ripartono nuove azioni, formando due gruppetti alle spalle dei battistrada. Nel primo ci sono Ivo Oliveira (UAE Team Emirates XRG), Jan Hirt (NSN Cycling Team), Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Lawrence Warbasse (Tudor Pro Cycling Team) e Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), ma su di loro rientrano Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe), Jørgen Nordhagen (Visma | Lease a Bike), Léo Bisiaux e Sander De Pestel (Decathlon CMA CGM Team), Valentin Madouas (Groupama-FDJ United), Marco Brenner (Tudor Pro Cycling Team), Mario Aparicio (Burgos Burpellet BH) e Jarno Widar (Lotto-Intermarché), trascinati da un’azione improvvisa di Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) che li riprende e, dopo aver fatto fermare Rafferty, prova a rientrare sulla testa della corsa.

L’azione perde tuttavia intensità, complice un salto di catena di Rafferty, che deve lasciare solo il suo capitano. Il gruppo rientra così sugli inseguitori a poco più di 80 chilometri dalla conclusione, lasciando invece andare la fuga, che vede così lievitare il suo minuto di vantaggio. Vedendo che la Movistar si disinteressa dell’azione, Netcompany Ineos ed EF Education – EasyPost provano a mettere ciascuna un uomo, ma contro una fuga ben composta non hanno speranze e il vantaggio continua a salire fino ad arrivare a quattro minuti. A quel punto queste due squadre si spostano e nuovamente il gap cresce esponenzialmente fino a superare i sette minuti al traguardo volante di Estepona, posto sostanzialmente ai piedi della salita finale.

Qui davanti parte subito una nuova bagarre, con Rudy Molard che piazza la prima accelerazione, alla quale tuttavia arriva prontamente la risposta di Pau Miquel in progressione, mandando in difficoltà Darren Van Bekkum, Sergio Samitier e Filippo Zana, prima di rientrare sul francese. Il basco continua il suo forcing fino a mettere in rampa di lancio il suo capitano Santiago Buitrago, che piazza la sua stoccata a 13 chilometri dalla conclusione, mentre dietro il gruppo è condotto dalla Red Bull-Bora-hansgrohe, anche se il distacco non scende in modo significativo.

Sul colombiano si riporta rapidamente Thomas Gloag, che non dà alcun cambio visto che subito dietro c’è il compagno Eddie Dunbar. Compresa l’antifona, Buitrago rallenta e aspetta l’irlandese, che si mette subito a tirare, seppur con un ritmo non proprio serrato, tanto che da dietro rientra anche Urko Berrade. Questo quartetto prosegue assieme per gran parte della salita e aumenta progressivamente il proprio vantaggio su tutti gli altri attaccanti, iniziando da Pablo Castrillo, che viene poi ripreso e staccato da Andreas Leknessund e Marcel Camprubí.

Nessuno di loro può comunque avvicinarsi alla testa della corsa, dove la calma continua fino ai -2 dalla conclusione, quando Buitrago lancia il suo attacco. Gloag prova senza successo a rispondere ma deve subito sedersi, decidendo a quel punto di mettersi a disposizione del compagno di squadra Dunbar, che poco dopo accelera e prova a riavvicinarsi al colombiano. Pian piano, l’irlandese guadagna metri e mette infine nel mirino un Buitrago ora decisamente meno brillante, fino ad andare a riprenderlo a 500 metri dalla conclusione per poi staccarlo subito e involarsi così verso il successo.

In gruppo, invece, dopo qualche chilometro di lavoro della Red Bull, ma ad andatura piuttosto blanda, è la EF Education-EasyPost a cambiare ritmo con Juan Felipe Rodriguez. Quasi subito perde contatto Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), che conferma così le difficoltà dei giorni precedenti, mentre gli altri big seguono senza problemi il passo del colombiano per Richard Carapaz, che però non scatta quando il compagno di squadra si fa da parte. A farlo è invece Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), ma Enric Mas (Movistar) non si fa sorprendere e risponde tirandosi dietro Carapaz, Felix Gall (Decathlon CMA CGM) e Oscar Onley (Netcompany Ineos). Un rallentamento consente anche il rientro di Clément Berthet (Groupama-FDJ United) e Jakob Omrzel (Bahrain Victorious), con quest’ultimo che scatta subito e prende qualche metro di margine, ma lo sloveno viene poi ripreso e staccato (assieme a Berthet) quando Gall accelera nelle ultime centinaia di metri. L’austriaco non riesce però a fare la differenza sugli altri e i big chiudono quindi tutti assieme all’arrivo.

Risultato e Classifiche Tappa 19 Vuelta a España 2026

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